lunedì 22 febbraio 2010

Misteri e fallimenti dall'Agile all'Omega - Il disastro nel settore dei call center


di Salvatore Mannironi


Istanze di fallimento, inchieste delle procure, passaggi di proprietà fittizidietro, le macerie con migliaia di lavoratori licenziati o senza stipendio da mesi Nei casi Phonemedia, ex Eutelia e Omnia si ritrovano in azione gli stessi manager. Spesso i veri proprietari sono fantasmi, nascosti in fondi inglesi intestati a prestanomeBologna, una delle tante manifestazioni dei lavoratori Phonemedia passati al gruppo Omega e senza stipendio da mesi. Cosa hanno in comune Phonemedia, Omnia network ed Agile-ex Eutelia? Nel settore dell'information technology e dei contact center, queste tre sigle sono l'esempio evidente di come i lavoratori siano gli unici a pagare il prezzo salatissimo della crisi. In tutti e tre i casi, dipendenti e sindacato hanno avviato azioni legali per ottenere il commissariamento e l'amministrazione straordinaria. In tutti e tre i casi la vicenda è diventata oggetto di esposti alla magistratura e inchieste penali.In tutti e tre i casi, tra proprietari, dirigenti ed amministratori, ritornano gli stessi manager-soci che entrano ed escono dalle cariche societarie in un gioco di ruolo il cui unico obiettivo sembra essere quello di alleggerire alcune aziende dei debiti e della spesa del personale, scaricando tutti gli oneri su "acquirenti" che a loro volta si occupano poi del lavoro sporco: chiedere (quando va bene) la cassa integrazione in deroga o avviare licenziamenti di massa, salvare la liquidità anche bloccando gli stipendi o non versando i contributi previdenziali. Che qualcosa di strano ci sia dietro queste operazioni sono gli organi di controllo a dirlo, dalla Consob alla magistratura ordinaria.Il caso Omnia Network - Omnia Network era un'azienda quotata a Piazza Affari fino al 17 aprile, quando la Borsa italiana ha sospeso il titolo a tempo indeterminato a causa di contestazioni sui bilanci 2007 e 2008 e del mancato aumento di capitale indispensabile ad assicurare la continuità aziendale. L'attività di call center del gruppo era affidata a tre controllate - Omnia Service center, Omnia group service e Vox2web - che a settembre del 2009 sono state cedute al prezzo di 29 milioni di euro alla società Alba Rental srl. La Consob ha chiesto chiarimenti sull'operazione ed è venuto fuori che il valore reale delle tre singole controllate era molto più basso: meno di 8 milioni di euro in tutto. Allora perché Alba Rental ha "pagato" quasi quattro volte di più?

Perché in realtà non ha versato un euro, ma ha avuto in cambio 20 milioni di crediti che le tre società vantavano nei confronti della controllante Omnia Network e 9 milioni risultato della compensazione di crediti tra azienda madre e società figlie. E poi perché ai vertici di Alba Rental c'erano due ex dirigenti delle società vendute e l'ex amministratore di Omnia Network, Alessandro Gili. Il 13 ottobre, comunque, Alba Rental ha ceduto a sua volta l'intero "pacco" alla società Voicity (amministratore sempre Gili). L'effetto finale è che Omnia Network si è liberata dei pesi e circa 2.500 suoi ex dipendenti, oggi Voicity, non vedono lo stipendio da mesi e cercano di ottenere qualche ammortizzatore sociale per andare avanti. Per la Omnia service center (un migliaio di operatori), inoltre, il 28 gennaio scorso la procura di Milano ha chiesto il fallimento per somme non versate al fisco. Il tribunale deciderà il 24 marzo.Il caso Omega (Eutelia-Agile-Phonemedia) - Sempre a Milano, martedì scorso, il procuratore aggiunto Francesco Greco e il pm Sergio Spadaro hanno chiesto al tribunale il fallimento della società Libeccio. Si tratta della holding che controlla il gruppo Omega, quello che negli ultimi otto mesi ha rilevato le attività It di Eutelia, tramite Agile, e un'altra quindicina di società in difficoltà tra cui quelle del gruppo Phonemedia (12 call center in Italia ed altri in Argentina e Albania) e di Videoline 2. In tutte queste aziende, l'arrivo della gestione Omega ha avuto effetti micidiali per i lavoratori. Ai primi di ottobre all'Agile sono state avviate le procedure di licenziamento collettivo per quasi 1.200 persone. Nel settore dei call center sono stati sospesi gli stipendi (l'ultimo versato, in due tranches, è stato quello di settembre) e i versamenti dei contributi previdenziali. Le operazioni che hanno portato alla cessione del ramo d'azienda Eutelia ad Agile-Omega e dei contact center Phonemedia ancora a Omega seguono le stesse, misteriose dinamiche già viste nell'affare tra Omnia Network e Voicity (via Alba Rental).

Perché Omega si accolla debiti e spese di due gruppi in difficoltà, svolgendo sul mercato il ruolo dello "spazzino"? E chi c'è dietro i fondi inglesi che controllano la Libeccio e che gli stessi inquirenti ritengono scatole vuote intestate a prestanome di professione? Questi sono alcuni dei misteri per i quali i lavoratori chiedono risposte ai tribunali di mezza Italia, alle procure ed al governo.I nomi che ricorrono - Certo è che, come nel caso di Gili, alcuni nomi ricorrono in queste vicende e tra questi c'è quello del commercialista Sebastiano Liori. E' vicepresidente di Omnia Network fino al 5 agosto 2009, data in cui si dimette da tutte le cariche societarie. Lo si trova nella Ti-Cam, società che a marzo 2009 diventa azionista di riferimento (acquisendo il pacchetto di controllo dalla società Integra) di Omnia Network e che, in quanto tale, ad aprile dovrebbe procedere all'aumento di capitale richiesto dalla Consob. La ricapitalizzazione non viene fatta e Integra ottiene dal tribunale il sequestro delle azioni, tornando di fatto a controllare una Omnia network "alleggerita" di debiti e spese. Liori compare poi ai vertici dell'Agile, società alla quale Eutelia cede il "peso" dei 2.200 tecnici del settore It e call center. Lo si trova, infine, in Omega, socio di quel Claudio Marcello Massa (altro nome ricorrente) che ha riassunto così, in un'intervista al Giornale, la sua professione: "Ci occupiamo di aziende con problemi di indebitamento, liquidità o altro e ne studiamo le possibilità di ristrutturazione e rilancio". Un po' come il Wolf di "Pulp fiction", insomma, che di mestiere "risolveva problemi". Il "successo" di queste attività è testimoniato dalle aziende alleggerite di ogni peso possibile, ma anche dalle macerie occupazionali e sociali che, da Novara a Trapani, stanno rimanendo sul campo dopo il loro intervento.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il semble que vous soyez un expert dans ce domaine, vos remarques sont tres interessantes, merci.

- Daniel