lunedì 17 agosto 2009

Quartu Venerdì 28 Agosto dibattito su "Call Center - diritti appesi a un filo"


Venerdì 28 Agosto alle ore 18:00 a Quartu Sant'Elena, presso gli spazi della Festa di Liberazione di Piazza IV Novembre, organizzata dal circolo Prc "Isidoro Sarritzu" si svolgerà il dibattito "Call Center - diritti appesi a un filo". Tutti i lavoratori e le lavoratrici sono invitate a diffondere e partecipare all'iniziativa. Parleremo dei diritti del popolo delle cornette, dei modi di metterci in rete e delle esperienze di lotta locali e nazionali contro la precarietà.
Introduce: Marco Maffei - Blog Precarinlinea; Coordina Roberto Loddo - Responsabile Dipartimento Lavoro Prc Cagliari; Partecipano: Marinora Di Biase - Segretaria Regionale Cgil - Lavoro e Società; Vittorio Mantelli - Responsabile dipartimento nazionale Inchiesta Prc; Un rappresentante Rdb del settore call center; Salvatore Carta - Segretario Regionale Slc Cgil; Giuseppe Stocchino - Segretario Federale Prc Cagliari; Giuseppe Nonnis - Segretario Slc Cagliari; Antonio Pola - Coordinatore Area Call Center Slc Cgil Cagliari - Graziano Milia - Presidente della Provincia di Cagliari.
durante il dibattito interverranno lavoratori e lavoratrici, Rsa e Rsu delle aziende dei call center della provincia di Cagliari.

martedì 4 agosto 2009

Solidarietà per i lavoratori di Omnia


C O M U N I C A T OCentra


Cagliari, 3 Agosto 2009A fronte del comunicato stampa di Omnianetwork del 31 Luglio ’09 e dell’inadempimento di Ti-Cam, riteniamo opportuno effettuare una prima analisi e chiarire l’impegno di Slc Cgil verso i lavoratori di Omnia.Dopo avere inizialmente preso atto delle promesse da parte di TI-Cam, formalizzate e ribadite più volte e sulle quali abbiamo espresso i nostri dubbi nei comunicati del 3, del 13 e 16 Luglio, denunciamo il mancato rispetto degli impegni assunti sul piano finanziario, la assenza di senso di responsabilità da parte della dirigenza aziendale che compie le proprie guerre intestine sulle spalle dei lavoratori, e le immediate ricadute sul pagamento delle retribuzioni di oltre 3300 dipendenti.Quindi non si tratta più della sola questione dei ritardi nell’erogazione delle retribuzioni, ma è in gioco la stessa stabilità della struttura del gruppo e il futuro di migliaia di persone.Infatti il predetto comunicato stampa recita: “Il CdA del 31 luglio 2009 ha ribadito che, qualora non si dovessero trovare, nel brevissimo periodo di 15 giorni, soluzioni alternative, industriali o finanziarie, alla crisi finanziaria della Società dinanzi al mancato versamento del socio di riferimento si valuterà il ricorso a procedure straordinarie, concorsuali e/o liquidatorie.”La situazione creatasi delinea uno stato di crisi aziendale i cui contorni sono a tutt’oggi indefiniti.In attesa di un intervento da parte delle strutture nazionali su tutti i piani, relazionali, politici ed istituzionali, siamo impegnati con tutti i mezzi a nostra disposizione per la tutela dei livelli occupazionali.


La Segreteria Provinciale di Cagliari, le Rsa Omnia

domenica 21 giugno 2009

Lettera aperta ai lavoratori di Omnia e Video on Line 2


di Gianluca Meloni
(Rsu Slc Cgil)


Omnia Network da qualche mese ha un nuovo azionista di maggioranza. Si tratta del Gruppo Ti-Cam rappresentato dal dottor Sebastiano Liori. Il nuovo arrivo è stato percepito da più parti, compresi i dipendenti, come una novità importante e certamente capace di cambiare rotta, rispetto alla situazione finanziaria e organizzativa.Ma così sembra non essere.Dal dicembre 2008 gli stipendi non vengono più erogati regolarmente, registrando ritardi di settimane, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare sulla vita di ciascun lavoratore e lavoratrice.Non solo!

Oggi la situazione si fa più incerta e drammatica:5 lavoratori di Omnia il cui contratto è scaduto lo scorso 9 giugno non sono stati confermati, nonostante rientrassero a pieno titolo nell’accordo di stabilizzazione siglato con le sigle sindacali nel giugno del 2007 (stabilizzazioni da concludere entro il 2010).La motivazione? Inadeguatezza a svolgere la mansione di operatore telefonico addetto all’assistenza.Parlando con alcuni di questi, e con altri loro colleghi emerge però chiaro un elemento:non esiste in Omnia un metodo/modello per la valutazione, chiaro e trasparente; poi, dopo oltre due anni, prima con contratti con Tiscali, o agenzie interinali sempre per Tiscali, e poi con Omnia, all’ombra di un accordo di stabilizzazione, è certamente strano venire a conoscenza di alcuni affiancamenti, svolti pochi giorni prima della scadenza del contratto.Avendo conosciuto personalmente il dottor Liori, e avendo in più di un’occasione potuto apprezzare alcuni suoi ragionamenti per la creazione delle basi della serenità del lavoratore di Vol 2, mi domando se, l’idea del “lavoro di recupero degli elementi che hanno perso fiducia, o che mostrano lacune nel mondo di Vol 2”, non si possa realmente applicare anche tra i lavoratori di Omnia.Sicuramente il dottor Liori sa bene quanto quello del modello valutativo sia un tema delicato in realtà come i call center; qui lo stress è elevato (ancor di più per chi lavora in situazioni molto precarie tanto a livello di strutture, quanto a livello di salari non erogati con regolarità), e dove capita che il confine tra personale e professionale sia confuso e incerto.Sicuramente il dottor Liori, anche se arrivato da pochi mesi, sa bene quanta serietà e pazienza i lavoratori e le lavoratrici di Omnia hanno dimostrato in questo ultimo semestre, e tanta altra nel periodo passato in Via Mameli (una sistemazione provvisoria e difficile).

Certamente il dottor Liori sa bene quale incertezza oggi questo fatto stia suscitando tra i dipendenti di Omnia: l’ansia per lo stipendio, la preoccupazione per il contratto a termine, i dubbi sul modello e il metodo per la valutazione.Come lavoratore prima ancora che come sindacalista confido in un passo indietro di Omnia nei confronti non solo di questi 5 dipendenti, ma di tutti, in modo tale da avviare una nuova fase di confronto per la crescita e la valorizzazione di tutti, come si è scelto di fare dentro Vol 2.

L'UMILTA' DI DIRE BASTA


di Marco Patruno



Il ministro Sacconi ha affermato davanti alla platea dei giovani di confindustria che i laureati italiani dovrebbero adattarsi a fare lavori umili, come imbianchini e operai come se non bastassero i migliaia e migliaia di ragazzi che sono impiegati nei call center. http://www.confindustria.it/. I call center sono delle moderne catene di montaggio, e gli operatori call center sono a tutti gli effetti dei operai del ventunesimo secolo, soltanto che gli attrezzi del mestiere non sono un pennello o uno scalpello, ma un computer, una cuffia, una cannuccia, una sceneggiatura, le tue dita e la tua voce…. I contratti applicati, a volte, sono ai limiti della legalità. L’intensità del lavoro e i controlli in un call center di medie dimensione è infinitamente superiore a qualsiasi altro lavoro, e la paga è infinitamente inferiore ad altri settori, per non dire inesistente. In un call center esiste un robot questo robot si chiama uomo o donna. Quindi possiamo affermare che i giovani fanno lavori umili, anzi umilissimi... http://it.wikipedia.org/wiki/Call_center

Il problema è opposto. E che questa condizione di adattamento a svolgere mansioni umili per i laureati italiani diventa spesso una condizione permanente che non ti lascia più prospettive di crescita professionale e futuro. Il problema è proprio il troppo adattamento del laureato.
Perché il laureato deve fare i conti con quella che possiamo considerare una delle “invenzioni” di questo secolo. La carriera. Proprio così, avete proprio capito bene miei cari lettori: la carriera. http://it.wikipedia.org/wiki/Carriera . Fuori dai nostri pensieri comuni e dai bei discorsi politici, ci sono fior e fior di professionisti delle risorse umane volti a fare delle valutazioni e scelte basandosi su l’unico strumento che hanno a loro disposizione di te: il tuo curriculum. E il curriculum traccia non soltanto il tuo percorso professionale passato, ma potrebbe tracciare anche tuo cammino futuro. Con il curriculum e il concetto di carriera difficilmente puoi scacciare il tuo passato lavorativo come possiamo fare con una palla di carta che abbiamo arrotolata per poi buttarla nel cestino. http://www.ilcurriculum.net/. Inoltre qualcuno di voi, mi deve rispondere quale eresia esiste nell’idea che un giovane che ha deciso di investire tempo e sudore nello studio non possa aspirare a migliorare la propria condizione socio – economica? perché non può sperare di fare un mestiere differente da quello di suo nonno, di suo padre, dei suoi fratelli ….? http://it.wikipedia.org/wiki/Mobilit%C3%A0_sociale.%20Scusate, dimenticavo che il nostro paese è quello dove la meritocrazie è un utopia. Dove la mobilità sociale è un illusione sventolata soltanto e unicamente nei periodi dei reality show o sui giornali di gossip e il successo è l’unica forma di autoaffermazione. http://www.meritocrazia.com/index.php?option=com_content&view=article&id=62&Itemid=67 . Ma come vi ho detto, il problema è diverso. Il problema è il nostro troppo adattamento. L’adattarci a fare stage gratuiti e sottopagati, accettare pseudo – contratti volti ad eludere dei contratti veri e propri, adattarci che gli altri ci diano lezioni di moralità e buon comportamento davanti ad un pubblico che in nome del profitto subito e immediato svenderebbe la tecnologia, le energie e forze di un paese anche al colonnello Gheddafi. http://generazionep.blog.lastampa.it/generazione_p/2009/06/stage-una-giungla-tra-illusioni-e-sfruttamento-di-marco-patruno.html#comments. Più che mai, il giovane oggi deve aprire gli occhi. Dobbiamo smettere di fissare la strada che calpestiamo, ma guardare avanti e trovare la forza di dire ai nostri “padri”: “ voi avete fallito, ora tocca a noi”.

sabato 16 maggio 2009

Slc Cgil: No all'abbattimento dei tempi sulla pelle dei lavoratori


da Rassegna.it
15/05/2009

“Agcom ha l’impegno da parte delle aziende di contact center a fare nei prossimi mesi migliaia di nuove assunzioni? Perché se non è così, l’abbattimento dei tempi di attesa e di risposta da parte degli operatori di call center vuole dire solo farsi pubblicità sulla pelle di migliaia di lavoratori che già oggi subiscono carichi di lavoro al limite della sopportazione fisica e psichica". La denuncia arriva dalla Slc Cgil che in una nota ricorda però come tutti i principali studi fatti dalle Asl e dall’Inail portino alla medesima conclusione.

"Se non fosse tecnicamente impossibile, saremmo tentati di denunciare l’Agcom e il suo Presidente per danno alla salute dei lavoratori”, dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di Slc-Cgil il principale sindacato del settore, commentando il recente provvedimento dell’Agcom sulla qualità dei servizi di call center.

“Già nelle settimane passate – continua Genovesi – denunciammo l’atteggiamento di Agcom che, ormai, interviene prepotentemente (e senza neanche l’umiltà di ascoltare sindacati e aziende) su materie come l’organizzazione del lavoro e i livelli occupazionali nelle imprese di Tlc”.

"Se Agcom ha un’intesa per far assumere migliaia di nuovi operatori o per piani formativi straordinari, coniugando così qualità verso il cliente con un livello decente di occupazione, siamo i primi ad essere contenti - conclude Genovesi - ma se non è così si adoperi subito a concordare nuovi piani di assunzioni con le aziende, perché altrimenti sarà sulla pelle di migliaia di giovani ragazzi e ragazze, spesso precari e con bassi stipendi, che si farà pubblicità! E anche di questo i consumatori dovrebbero essere informati”.

venerdì 13 febbraio 2009

Nella giungla sarda dei call center


di Roberto Loddo
da Liberazione.it
13/02/2009

«Buongiorno, sono Roberto Guidi del servizio clienti». Una frase ripetuta centinaia di volte al giorno, da 80mila lavoratori e lavoratrici dei Call Center in tutta Italia, e 8 mila solo in Sardegna. Una frase rituale che caratterizza lo status quo della generazione "usa e getta". Da una lunga indagine sui call center della Provincia di Cagliari, partita il primo maggio 2007 e conclusa il 30 settembre scorso dalla Direzione Provinciale del lavoro emerge un quadro lavorativo del popolo delle cornette preoccupante e disastroso. La percentuale delle stabilizzazioni è ferma al 2,5%. La circolare dell'ex ministro del lavoro Damiano è rimasta disattesa assieme agli accordi sindacali che prevedevano la promozione della trasformazione dei rapporti di collaborazione a progetto mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato. Le conclusioni delle ispezioni evidenziano una "giungla" fuori da ogni legalità, lontana dalle garanzie dello statuto dei lavoratori.

Per il mondo del call center cagliaritano i problemi non sono finiti, e le prospettive future prevedono disastri ben peggiori. A partire dalla famigerata "nuova circolare Sacconi" sui call center, emanata lo scorso dicembre, che in base ad una sentenza della cassazione produrrà un effetto di tolleranza verso gli abusi e incoraggiamento verso il precariato. La finalità della "Circolare Sacconi" è infatti quella di contestare e riformulare gli indici presuntivi sulla subordinazione dei lavoratori dei call center presenti nella precedente "Circolare Damiano". La Slc Cgil ricorrerà alla magistratura per chiedere il ritiro della circolare, ma un terremoto sta per abbattersi sugli operatori out bound.

Un'altra drammatica emergenza è rappresentata dal Garante per la protezione dei dati personali, che lo scorso 26 giugno ha vietato ad alcune società specializzate il trattamento (non in conformità con la legge) dei dati personali. Dati provenienti da elenchi telefonici pubblicati prima del primo agosto 2005 e senza che gli interessati abbiano espresso il proprio consenso. Alessandro Genovesi, segretario nazionale della Slc Cgil, ha proposto un tavolo negoziale tra Garante, aziende e sindacati sottolineando che «il Garante ha chiesto solo il rispetto della legge. Le aziende oneste acquistano i dati in conformità con le norme in vigore, altre invece attingono a banche dati non autorizzate».

La lotta per l'estensione delle tutele e dei diritti ai lavoratori dei call center può nascondere anche numerose e invisibili "trappole". Trappole costruite con l'accordo consapevole di improvvisati difensori dei diritti sociali e famelici imprenditori senza scrupoli. L'esempio più eclatante è ben descritto in Internet su un noto sito di annunci di lavoro, a cui numerose aziende di telecomunicazioni fanno riferimento per la ricerca di operatori. Cliccando su alcuni annunci si nota infatti l'offerta di un "contratto a progetto", con l'applicazione di un "contratto" sottoscritto tra l'azienda (citata nel sito) e il movimento sindacale Zona Deprecarizzata a tutti i lavoratori selezionati. C'è da rimanere sbalorditi nello scoprire come un movimento che fonda la propria natura sulla lotta alla precarietà rivendichi e sostenga un accordo lontano anni luce dal riconoscimento dei diritti dei lavoratori.

Fortunatamente esiste (ancora) il contratto collettivo nazionale di lavoro delle Telecomunicazioni, che l'attuale governo Berlusconi vorrebbe mettere in soffitta. E fortunatamente la realtà dei call center di Cagliari è fatta anche di imprenditori seri e onesti che portano avanti un'idea di impresa compatibile con i diritti sociali dei lavoratori. La data del 19 settembre ha rappresentato una delle poche note positive del 2008. Una grande manifestazione nazionale in contemporanea con lo sciopero nazionale di tutte le aziende di call canter. Una manifestazione colorata e partecipata sotto la pioggia di Roma, con 5mila operatrici e operatori che per una giornata si sono "sloggati" dalle cuffiette per dire basta a tutte le leggi che producono precarietà, e a tutte le imprese che ricorrono al lavoro irregolare e ai bassi salari. Insomma, i lavoratori dei call center hanno molti motivi per impedire che la Sardegna cada in mano a Capellacci-Berlusconi e, al contempo, dovrenno organizzarsi meglio perché neppure la vittoria di Soru risolverà tutti i loro problemi.

martedì 10 febbraio 2009

Tlc/ Cgil: Oltre 80% lavoratori approvano piattaforma contratto


Roma, 9 feb. (Apcom) -Confindustria apra confronto prima possibile. Oltre l'80% dei lavoratori del settore telecomunicazioni hanno approvato la piattaforma di contratto nazionale presentata da Slc-Cgil, dopo "più di 900 assemblee sui diversi luoghi di lavoro". La piattaforma sarà inviata ad Asstel-Confindustria, con l'invito ad aprire il tavolo di confronto "prima possibile". Lo afferma la Slc-Cgil.

"Con quasi trentamila lavoratori già consultati - afferma in una nota la Slc-Cgil - possiamo tranquillamente affermare che le richieste contenute nella piattaforma sono state approvate da più dell'80% dei dipendenti consultati. I lavoratori - prosegue la nota - sono consapevoli del delicato momento in cui si colloca il rinnovo del Ccnl delle Tlc, dell'importanza di un contratto collettivo nazionale forte che garantisca diritti e tutele minime per tutti, contro ogni forma di deroga e di dumping sociale. Un'impostazione del resto condivisa anche con Uilcom-Uil con cui spesso sono state fatte insieme le assemblee, guardando più agli interessi dei lavoratori e alle specificità del nostro settore che non ad altro".

Tre le principali richieste l'aumento di 175 euro al quinto livello per il prossimo triennio "al fine di tutelare il potere di acquisto dei lavoratori, una maggiore valorizzazione degli inquadramenti professionali" e il riconoscimento di una clausola sociale a tutela dei lavoratori dei call center "per cui, in caso di cambi e successioni di appalti e commesse, i committenti debbano affidare attività garantendo la continuità occupazionale dei lavoratori dell'impresa non più aggiudicataria dell'appalto e che consenta ai lavoratori interessati di rimanere agganciati alla commessa".

mercoledì 4 febbraio 2009

CALL CENTER: SINDACATI CHIEDONO UN TAVOLO NEGOZIALE A GARANTE PRIVACY


(ASCA) - Roma, 3 feb - C'e' una emergenza che riguarda i lavoratori dei call center, dopo che lo scorso 26 giugno il Garante per la protezione dei dati personali ha vietato ad alcune societa' specializzate il trattamento non in conformita' con la legge di dati personali. Alessandro Genovesi, segretario nazionale del Sindacato lavoratori comunicazione della Cgil (Slc), puntualizza: ''Il Garante ha chiesto solo il rispetto della legge. Le aziende oneste acquistano i dati in conformita' con le norme in vigore, altre invece attingono a banche dati non autorizzate''. Genovesi dichiara all'Asca che il suo sindacato e quelli di settore di Cisl e Uil hanno inviato una lettera al Garante per un incontro che serva a chiarire la situazione: ''Finora non abbiamo avuto una risposta. Noi restiamo disponibili ad aprire una fase, per esempio di sei mesi, che serva alle aziende e alle banche dati per mettersi in regola''. Da qui la proposta di un tavolo negoziale tra Garante, aziende interessate e sindacati.

Piu' allarmanti di quelle dei sindacati sono le stime dell'Assocontact (l'associazione di settore che fa capo a Confindustria) sulla situazione dei call center: sarebbero a rischio 30 mila dei 250 mila posti di lavoro conteggiati in questa attivita' (sono all'incirca 80 mila i lavoratori delle societa' che appaltano questo tipo di servizio). In particolare, la circolare del Garante ha vietato ad alcune societa' specializzate il trattamento di dati provenienti da elenchi telefonici pubblicati prima del primo agosto 2005 e senza che gli interessati abbiano espresso il proprio consenso. Questa circolare ha inciso sulla crisi dei call center? ''Non credo. I call center sono in crisi per altri motivi. Le grandi aziende si stanno ristrutturando e scaricano i costi sulle societa' appaltatrici di servizi. Sull'utilizzo delle banche date bisogna solo far rispettare le regole'', replica Genovesi. Una nota della Uilcom precisa che ''pur ritenendo ineccepibile la delibera dell'Autorita', e' necessario che l'avvio del provvedimento debba consentire l'aggiornamento delle nuove banche dati che dispongano del consenso degli utenti''.

Secondo alcune stime, sono in attesa di regolarizzazione almeno 30 mila precari del settore dei call center (soprattutto quelli che fanno le telefonate). Una circolare del marzo 2008 di Cesare Damiano, ex ministro del lavoro, prevedeva la fine dei contratti a progetto ma il suo successore Maurizio Sacconi l'ha annullata ricevendo le aspre critiche dei sindacati. Interrogazioni parlamentari sul merito della vicenda apertasi con la delibera del Garante relativa al trattamento dei dati personali da parte dei call center sono state presentate da Lega nord, An, Forza Italia, Idv e Pd. La Camera, lo scorso 15 gennaio, ha votato un ordine del giorno proposto dalla Lega nord che impegna il governo ''a valutare l'opportunita' di emanare provvedimenti di propria competenza che contemplino una deroga dell'applicazione degli obblighi di cui agli articoli 13 e 23 del Codice in materia di protezione dei dati personali''.

gar/Gas/ss